FIRENZE METAL – Cripple Bastards + Fulci + Hour Of Penance + Gory Blister + Deviation + Sinister Ghost

I report ci piace farli a “caldo”, quando ancora hai tutto il corpo dolorante e il collo bloccato post concerto, come oggi.
Quando i ragazzi del Firenze Metal ci hanno proposto di essere partner dell’evento, per noi è stato davvero un onore ed un orgoglio e non potevamo mancare.
La line up, devastante su carta, lo è stata ancora di più dal vivo.
Aprono le danze i Sinister Ghost, una band giovane che abbiamo avuto il piacere di conoscere poco dopo la loro formazione. Questi ragazzi portano un black metal veramente d’impatto, sanno coinvolgere benissimo il pubblico (già numeroso fin da subito) e portano sul palco bella musica e “blasfemia”, che ci sta sempre bene (la Bibbia strappata e lanciata al pubblico, apprezzatissima).
A seguire, i Deviation con un death/thrash metal cazzutissimo, che rende impossibile lo stare fermi. Dall’inizio alla fine del loro live, è un continuo tra poghi devastanti, circle pit e wall of death. Esiste feedback migliore per una band? Non credo.
Tocca poi ai Gory Blister, band storica attiva dai primi anni ‘90, tenere caldo il pubblico.. cosa che gli riesce benissimo. Il loro death metal vecchia scuola finalmente torna sui palchi per presentare il loro nuovo album, devastante come i precedenti.
Arriva il momento degli Hour Of Penance, altro nome storico della scena brutal Death italiana con parecchie influenze black. Il loro live è un’escalation di rabbia e voglia di picchiarsi, con un Viper veramente pieno e gasatissimo.
Arrivano i Fulci e li si scatena l’inferno. Con la formazione completa di batterista, questa band è una mazzata sui denti, un treno che ti colpisce in piena faccia; il tutto condito dai visual che proiettano immagini legate al mondo horror di Lucio Fulci. (Personalmente questa band rasenta la perfezione, dovevamo dirlo).
Quando si pensa di aver raggiunto l’apice dell’odio su musica, arrivano i Cripple Bastards a cambiare le carte in tavola. Il loro Grindcore è una scarica di violenza e cinismo, che non lascia un attimo di respiro per tutto il live. Vederli su palco fa capire perché siano riusciti a ritagliarsi uno spazio così importante nella scena, nonostante il genere così di nicchia.

I ragazzi del Firenze Metal stanno facendo un lavoro incredibile per risollevare la scena e i feedback sono più che positivi. Il pubblico numerosissimo fin da subito, un sacco di giovani, persone interessante ad ascoltare tutte le band.. non sono combo facili da creare. Molto bello anche trovare non solo il merch delle band, ma anche realtà DIY (meno bello per il portafoglio forse 😂).

Noi milanesi saremo anche abituati a frequentare una marea di concerti, ma un’atmosfera del genere ci mancava da parecchio.

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INNER CODE – DESIDERA DISTRUGGI DIMENTICA

Gli Inner Code, band fiorentina, hanno pubblicato a novembre un nuovo EP “Desidera, Distruggi, Dimentica”, che sono i titoli delle 3 tracce di cui è composto. Il concept intorno al quale si sviluppa è l’idea della “fine” ed ognuno dei pezzi ne è una interpretazione.

Il loro stile, che definire alternative metal sarebbe riduttivo, unisce rapcore, industrial, nu metal ed electrocore; il risultato potrebbe essere un’accozzaglia di suoni oppure una vera figata.. ed i ragazzi riescono assolutamente a produrre una figata!

L’EP, che ha il sapore di trilogia, ti trascina in un mondo oscuro e nichilista, in un’alternarsi di rap cazzutissimo, growl e voci pulite, con una parte strumentale assolutamente di livello. I testi, prevalentemente in italiano (con inserti in inglese), sono un bel plus, in un genere che raramente vede l’utilizzo della nostra lingua, che invece se usata bene ha una resa perfetta.

Questi ragazzi, dal loro lavoro precedente del 2021, hanno fatto un bel passo in avanti e l’idea di sperimentare così tante influenze li rende veramente interessanti e degni di nota.

Che questo EP sia solo un assaggio in vista di un album più corposo? Speriamo, perché le carte in tavola per inserirsi nel panorama metal, portando qualcosa di nuovo, ci sono tutte.

Ps: la nostra canzone preferita è “Distruggi”, la vostra?

EREB ALTOR + ENISUM + BARAD GULDUR @Legend Club, Milano

È un sabato sera a tinte folk e atmospheric quello appena trascorso.
Sul palco del Legend, infatti, aprono le danze i Barad Guldur, in uno dei loro primi live in elettrico. Il loro sound è un equilibrio tra brani più pesanti, prettamente metal, e brani più folk, con l’utilizzo di cornamusa e ghironda. Band molto interessante che trova un bel riscontro anche da parte del pubblico!

A seguire, troviamo gli Enisum, altra realtà italiana, della Val di Susa, che ha pubblicato quest’anno il settimo album. Il loro atmospheric black metal è veramente di livello, con continui rimandi al loro territorio e l’utilizzo della lingua arpitana in alcuni brani. Se non li conoscete, andate a recuperarli!

A chiudere la serata, gli Ereb Altor, band svedese con un sound che unisce epic, folk e blackened metal, giunta al nono album, che ha calcato ormai i più importanti palchi come Wacken. Nulla da dire sulla loro proposta musicale, ma è una band che sicuramente si lascia apprezzare fino in fondo solo dagli amanti del genere e da chi ha orecchie allenate in merito (cosa che noi non siamo e lo sapete bene 😂), ma il bello dei concerti è anche quello di scoprire e approfondire sonorità che escono un po’ dalla comfort zone!

Come sempre, ci vediamo sotto il prossimo palco 🔥

EFFETTI COLLATERALI – Ombre nelle tenebre

“Ombre nelle tenebre” è l’ultimo lavoro della punk rock band bergamasca Effetti Collaterali. 7 tracce dal ritmo serrato e incalzante, con testi diretti e carichi di rabbia verso la società ed il sistema, senza sfociare troppo nel banale e nello scontato.
La prima traccia, che funge da intro, lascia spazio a “Fauci del potere”, singolo che vede la presenza di Ivan degli Skruigners come guest (non penso ci sia bisogno di presentazioni, no?😂) ; qui la band sfocia nell’hc punk, mantenendo l’attitudine anche in molti brani successivi, per tornare ad una matrice più punk rock solo in alcune tracce, tra cui “Randagi”, feat Arianna dei Circus Punk, che risulta uno dei singoli più riusciti, sicuramente il più orecchiabile.

Sono solo 20 minuti ma cazzuti quelli che compongono questo album, ma bastano per riportare alla mente (soprattutto agli amanti come me) gli anni d’oro di questa scena, che grazie a band come gli Effetti Collaterali dimostra di avere ancora molto da dire e soprattutto di saperlo ancora fare. Con “Cala il sipario” (azzeccatissimo direi) si conclude “Ombre nelle tenebre”, che non vediamo l’ora di vedere cantato su un palco, perchè è quello il posto giusto per il punk.🔥

Da “Vite Sottovuoto”, album precedente del 2020, che vi consigliamo di ascoltare, i ragazzi hanno fatto passi in avanti, soprattutto nel crearsi una identità propria.

Avanti tutta 🤘🏻

ULVEDHARR + HELLFOX + AASAR + EVELINE @ Druso

Domenica sera potevamo scegliere se stare sul divano o goderci un bel concerto al Druso, indovinate cosa abbiamo scelto?😂

La serata si apre con gli Eveline, band che non avevamo ancora avuto modo di vedere sul palco. Il loro è un alternative metal con sonorità ricercate (ed una estetica molto cyberpunk), sicuramente da approfondire. Notevole la voce della cantante, ma anche i musicisti non sono da meno.

A seguire (ri)troviamo il deathcore degli Aasar, curiose di vederli su un palco più grosso rispetto alla nostra precedente esperienza. Nulla da dire, su questi ragazzi ci abbiamo puntato fin da subito e siamo sempre più convinte che meritino davvero. Hanno tutte le carte in tavola per poter crescere parecchio!

Formazione tutta al femminile, invece, per le Hellfox, band davvero di recente formazione, che vanta però già numerosi palchi importanti e live. Queste ragazze hanno voglia di spaccare e la portano tutta sul palco e da noi non potranno che avere massimo supporto, perché sono brave sul serio.

A chiudere la serata, il death/thrash degli Ulvedharr, che sono sempre una garanzia. Tecnicamente bravissimi, i loro live sono sempre una figata e la parte in cui scendono dal palco e si mischiano al pubblico è sempre super apprezzata, prima di tornare a spaccarsi di pogo.
La settimana l’abbiamo iniziata stanche e piene di sonno, ma felici!🤘🏻
Ci vediamo alla prossima 🔥

CALIGULA’S HORSE + I BUILT THE SKY + MISHRAM + ASYMMETRIC UNIVERSE + TOLIMAN @Slaughter Club

Un martedì sera all’insegna della musica, ma quella suonata da paura, quello appena trascorso allo Slaughter Club.
Stavolta ci siamo trovate alle prese con del prog di livello, genere che esce un po’ dai nostri “standard” ma che ha saputo assolutamente sorprenderci positivamente.
In apertura troviamo i Toliman, band piemontese/lombarda della quale vi abbiamo già parlato, che ogni volta troviamo più validi e rodati su palco. Questi ragazzi sanno veramente suonare, il livello tecnico è notevole, soprattutto considerando l’età dei componenti, e la voce non è da meno. Hanno tutte le carte in tavola per poter crescere e farsi strada, perciò attendiamo l’uscita del nuovo album, per il quale abbiamo alte aspettative.
A seguire, salgono sul palco gli Asymmetric Universe, trio torinese strumentale, che non avevamo mai visto dal vivo. Nonostante le nostre orecchie non siano “abituate” ad ascoltare musica priva di parti vocali (come ben sapete), questi ragazzi riescono a coinvolgere parecchio e risultano impeccabili tecnicamente. Consigliati!
Dopo di loro, troviamo i Mishram, band che unisce il prog metal alle sonorità della musica indiana, loro paese d’origine. Vi sembra un mix interessante? Lo è, assolutamente, perciò se non li conoscete vi consigliamo vivamente di andare a recuperarveli!
Poi, è il momento degli I Built The Sky, altra band strumentale che arriva dall’Australia. Anche qui, i ragazzi tengono il palco benissimo e non c’è davvero nulla da dire su come suonino. Hanno appagato le orecchie di chiunque se ne intenda di musica, cioè.. in realtà hanno appagato chiunque avesse delle orecchie.
I Caligula’s Horse sono un nome, soprattutto per gli avvezzi del genere, che non ha bisogno di presentazioni. La band era decisamente in forma, capitanata dalla voce degna di nota e ben riconoscibile del frontman, che insieme ai musicisti di enorme livello di cui si compone questo gruppo, li conferma una delle realtà più strutturate (ma sempre in crescita) del prog.
Il locale pieno è stato la conferma che la musica suonata bene è ancora capace di attirare pubblico e questo fa davvero bene al cuore di chi, come noi, la ama. La scelta di alternare band strumentali e non, inoltre, si è rivelata azzeccatissima dando vita ad un bill perfetto!
Alla prossima 🤘🏻

Attila, Dedalus Project, Achrome, Nobody Has Heart & Ravine | Slaughter Club, Paderno Dugnano

Iniziare la settimana con alle spalle un concerto, è sempre una bella sensazione. Il palco dello Slaughter ieri è stato infiammato da 4 band di tutto rispetto. In apertura, i Ravine, che per motivi logistici non siamo riuscite a vedere. Questa band, però, abbiamo già avuto modo di sentirla live e possiamo comunque confermare che meritano!
A seguire troviamo i Nobody Has Heart, di Parma. Questi ragazzi, freschi dell’uscita del loro nuovo singolo, sul palco ci sanno stare molto bene ed il loro metalcore è davvero cazzuto (che, come sappiamo, è un complimento). Andateveli ad ascoltare!
A seguire, troviamo gli Achrome, romani de Roma (di Ladispoli). Il loro è un metalcore più melodico, con parti di cantato in pulito, che crea quel contrasto che sicuramente i fan del genere ameranno. Recuperatevi anche loro, se non li conoscete!
Tocca poi ai Dedalus Project, dei quali abbiamo davvero adorato l’attitudine sul palco. Come abbiamo fatto a non scoprirli prima? Shame on us. Davvero bravi, hanno tutte le carte in tavola per continuare a crescere parecchio.
Tocca infine agli headliner, gli Attila, una band che non ha bisogno di presentazione per gli amanti del core. Oltre ad essere dei musicisti di livello, sono dei mostri sul palco e riescono a creare quell’atmosfera di tutt’uno tra band e pubblico che è fantastica. Un’oretta di live che a tanti (tra cui noi) significherà lavorare oggi con il collo bloccato, ma ne è valsa la pena. Band che assolutamente merita live, più che su disco, anche se non vi perdoneremo mai di non aver fatto “Pizza”.
Alla prossima 🔥

KYPRA – I

“I” è il primo ep demo della band marchigiana Kypra (nome della dea madre picena), attivi dal 2018. L’ep presenta 5 canzoni in cui il folk melodico si unisce al rock ed al metal, con tutti gli ingredienti tipici del genere. A livello di strumenti troviamo cornamusa, flauti, violino.. ma anche bouzouki e piva, con un cantato in growl e voce femminile. La sostanza c’è, gli ingredienti – come scritto sopra- anche e si percepisce una graduale evoluzione all’interno dell’EP. I testi sono senz’altro un punto a favore: molto interessanti, raccontano la storia della loro terra, nello specifico trattando temi legati ai Piceni e al folklore Marchigiano, confermando il loro legame con le radici. Molto belle anche le parti più impetuose che vengono sottolineate dal cantato in growl.
Piccolo punticino a sfavore: forse un po’ grezzo in fatto di produzione, ma per essere un demo è assolutamente un buon inizio!
Nell’attesa di nuovi lavori, vi invitiamo a darci un ascolto e far sapere la vostra opinione.

  1. Insonne poetica
  2. Mare alto
  3. Hiberna
  4. Ver Sacrum, pt I: Tiora Matiena
  5. Da questa tempesta

LOW-L FEST ~ DAY 1: Bull Brigade + EGreen & Mr.Phil + Hate & Merda + Short Fuse + Load Rejection + Hanged At Sunset


È difficile riassumere una serata in poche righe e pochi video e soprattutto trasmettere l’atmosfera che si respira a questo festival.
Si aprono le porte ed i primi a salire sul palco sono gli Hanged At Sunset , con un post hc che sicuramente piacerà agli amanti del genere (quindi ascoltateli). Il frontman che scende dal palco per cantare letteralmente in faccia alla gente è un gesto che abbiamo apprezzato parecchio 😂
A seguire troviamo i Load Rejection , freschi dell’EP appena uscito, che tengono il palco molto bene con il loro sound molto interessante. Difficile etichettarli, ascoltateli e basta, fidatevi.
Dopo di loro, i romani Short Fuse sono una di quelle band che ti fa pensare “perché non li ho conosciuti prima?”. Una ventata di puro hc cazzutissimo, sia musicalmente che scenicamente.
A seguire, sul second stage, attaccano gli Hate & Merda , band rivelazione della serata per quanto ci riguarda. Il loro sound è un mix di diverse influenze, dallo sludge all’Hc, suonate in maniera impeccabile dal duo che aggiunge ad una parte strumentale di livello, dei testi nichilisti. Riuscire a farsi notare all’interno di una scena, non è facile: loro ci riescono alla grande.
Con Egreen e Mr.Phil si cambia genere, ma si rimane ancorati al concetto di underground e di gente che porta avanti quella mentalità che tutti noi presenti condividiamo. Abbiamo davanti due nomi storici del rap italiano e capiamo benissimo il perché siano arrivati dove sono. Nonostante siano una parentesi musicale diversa rispetto al resto del bill, ci rientrano benissimo e il pubblico lo dimostra.
Infine, troviamo i Bull Brigade . Li abbiamo visti parecchie volte, ormai lo sapete, ma ogni volta sono una riconferma. I loro concerti sono davvero un tutt’uno tra la band e il pubblico, che canta ogni canzone dall’inizio alla fine. L’atmosfera che si crea ogni volta è sempre da pelle d’oca e “Il fuoco non si è spento” è davvero uno degli album più belli che la scena abbia mai partorito.
Non dimentichiamo anche Techfood , perché il suo djset è stato la conclusione perfetta.
Un grazie enorme ai ragazzi del Low-L fest,
passate a trovarli!!🔥🖤

STRAIGHT TO PAIN – Closing Cycles


Gli Straight To Pain sono una band metalcore di Savona, della quale (per i più attenti) vi avevamo già parlato all’uscita di “Cycles”.
Recentemente, hanno pubblicato un EP “Closing Cycles”, che affronta e porta a compimento i temi contenuti proprio nel loro precedente lavoro (ecco spiegato il titolo!), creando quindi un legame tra i due dischi.
L’EP è composto da soli 2 brani, per una durata totale di quasi 10 minuti.
Entrambe le tracce hanno un’intro piuttosto melodica, che la band sfrutta anche per sperimentare sonorità nuove (cosa che gli riesce piuttosto bene).
“Sky Seeker”, la prima traccia, affianca alla brutalità della voce in growl una voce femminile, che nei ritornelli riesce a trasmettere una sorta di senso di pace e speranza, creando una montagna russa di emozioni nell’ascoltatore e riuscendo a risultare anche molto orecchiabile.
“Abduction”, invece, è un singolo più aggressivo, più improntato sul death, che solo sul finale si concede di rallentare con l’inserimento della voce femminile; questa volta, però, traspare un senso di rassegnazione e disillusione.
Ci troviamo di fronte ad una band senz’altro più matura rispetto ai lavori precedenti, che dimostra di essere in grado di spaziare attraverso i generi, di sperimentare suoni ed arrangiamenti che danno vita ad un sound che merita davvero un ascolto e che non può più essere etichettato solo come “metalcore” ma che, anzi, attinge molto dal death, dal groove e dal prog. Entrambi i singoli hanno dei punti di forza notevoli e punti deboli irrilevanti, che fanno ben sperare nell’uscita di altro materiale dello stesso livello.